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Il piano

 

Il toponimo letteralmente significa ‘acqua santa’, in riferimento alle acque che sgorgavano a poca distanza dal borgo, alle quali era attribuito un potere terapeutico. Sorta in epoca nuragica arcaica, subì numerose devastazioni durante l’invasione cartaginese e, nel periodo romano, oltre a fare da stazione tra FORUM TRAIANI (Fordongianus) e MALARIA (Mularia), fu detta MEDIAS AQUAS, data la sua collocazione tra due torrenti, grazie alla quale prese il nome ABBA, cui si aggiunse quello di SANTA, nel tempo del cristianesimo.

L’abitato è caratteristico con edifici del XVI e XVII secolo, e dal punto di vista architettonico sono di rilievo: la parrocchiale di Santa Caterina, ottocentesca, costruita secondo schemi rinascimentali su un impianto preesistente; la chiesa di Santa Maria delle Grazie, probabilmente del XIV secolo, con loggiato spagnoleggiante; la chiesa di Santa Amada, con facciata a capanna; la chiesa campestre di Sant’Agostino con muristenes intorno e grande parco; la Tanca Regia, azienda agricola già sfruttata dagli aragonesi, che nel 1781 ebbe la chiesa sotto il titolo di San Filippo Apostolo e dove si allevano le pregiate razze di cavalli sardi.

Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) ha definito, in accordo con gli Enti Locali, le perimetrazioni dei Centri Matrice, ambiti di tutela che comprendono l’edificato presente nelle carte catastali storiche, le trasformazioni e sostituzioni edilizie che il tessuto urbano ha subito nel corso degli anni ed i centri di fondazione moderni e contemporanei.

La Regione Sardegna da tempo promuove politiche di valorizzazione e tutela dei centri storici, da realizzarsi attraverso interventi di recupero, di riqualificazione e di riuso degli insediamenti nel rispetto dei valori socioculturali, storici, architettonici, urbanistici, economici ed ambientali. Lo strumento individuato per riconoscere, valorizzare e salvaguardare i caratteri originari ed identitari dell’abitato è il Piano Particolareggiato.

Il progetto

 

Il Piano Particolareggiato è lo strumento urbanistico attuativo, progettuale e operativo che consente di individuare le caratteristiche del tessuto edilizio del Centro di antica e prima formazione al fine di tutelarne i valori storico, architettonici ed urbanistici e di disciplinarne il recupero, la riqualificazione e, ove consentito, le nuove edificazioni. È finalità del Piano, inoltre, promuovere il decoro dello spazio pubblico urbano e la riqualificazione degli elementi incongrui e dare orientamenti precisi per le trasformazioni future.

La stesura del Piano Particolareggiato ha presupposto una fase propedeutica di conoscenza del territorio, del centro urbano, delle tecniche costruttive tradizionali, della storia di Aidomaggiore. Fondamentali, in questa fase del lavoro, le attività d’indagine diretta e di rilievo mirate alla ricerca, alla schedatura e all’analisi di tutti gli elementi caratteristici del patrimonio edilizio esistente.

Il Piano si completa con la fase progettuale, che definisce destinazione d’uso del patrimonio edilizio esistente e da edificare e stabilisce gli interventi consentiti all’interno del centro matrice orientando ogni scelta verso un’elevata qualità paesaggistica e qualità urbanistico-architettonica.